Ansia? Sì ma non troppa!

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Lo sapevi che lansiaa parola “ansia” è seconda solo alla parola “depressione” nelle classifiche stilate da Google?

Ebbene sì, ormai la parola “ansia” è entrata pesantemente nel nostro vocabolario.

Pensiamo a quando diciamo frasi del tipo: “Che ansia!” oppure “Questa cosa mi preoccupa, mi sale Ansia” oppure ancora “Non mettermi ansia!”.

Queste sono solo alcune delle frasi che di solito sentiamo dire riguardo l’ansia; potremmo scriverci diversi libri.

Wikipedia definisce l’ansia come uno “stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno a uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno) ovvero una mancata risposta di adattamento dell’organismo a una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l’individuo stesso”.

Ebbene, voglio rivelarti subito una cosa eccezionale:

l’ansia non è qualcosa di cui dobbiamo liberarci necessariamente…l’ansia esiste perché serve!

Sì sì…tieniti forte forse per la prima volta qualcuno ti dice che l’ansia è qualcosa che non fa male sempre e comunque.

Hai mai pensato come mai esiste? O più semplicemente cos’è?

Se ci pensi l’ansia può essere vista come uno stato di allerta per qualcosa; può nascere in presenza di un pericolo o un evento difficile da affrontare, può crearsi in presenza di una decisione da prendere oppure una risposta che stiamo aspettando e che tarda ad arrivare.

E allora ti sei mai chiesto come mai alle zebre non viene l’ulcera? Questo è quello che si domanda, in uno dei suoi famosi libri, il nuroendocrinologo americano Robert Sapolsky della Stanford University in California.

E’ un libro che consiglio a tutti, è facile da leggere, simpatico e molto molto illuminante sul vero significato dell’ansia.

In pratica, come mai non viene l’ulcera alle zebre che, a ragion veduta, dovrebbero preoccuparsi non poco visto il costante e reale pericolo di essere sbranate dai leoni, leopardi o altri animali feroci? La risposta risiede proprio nel vero significato che l’ansia ha per le zebre, cioè mettersi a scappare quando sono inseguite. Direi che è una buona risposta allo stress derivante dai leoni!

zebra

Una volta scampato il pericolo Successivamente tornano a svolgere la loro vita come sempre abbreverandosi nelle riserve d’acqua, accudendo i piccoli, ecc.

Per questi animali l’ansia deriva proprio dal pericolo di morte, eppure dopo il pericolo ritornano alla vita normale senza troppe preoccupazioni e senza crearsi difficoltà fisiche quali ulcera, ecc.

Sicuramente restano in allerta ma senza rinunciare alvivere la propria vita preoccupandosi  per il pericolo che potrebbe ritornare.

ECCEZIONALE!

Invece gli essere umani come mai soffrono d’ansia??

Noi fortunatamente non siamo inseguiti dai leoni, eppure riusciamo a preoccuparci di più delle zebre.

Come mai?

Perché il solo pensiero di qualcosa che ci preoccupa o che temiamo attiva la sensazione di pericolo e quindi l’ansia.

Pensa…basta un pensiero e per noi quel pensiero diventa realtà, attivando l’ansia che ci potrebbe servire solo per affrontare le situazioni reali.

Ora come gestire questa difficoltà sarà tema di altri post, ma per ora mi limito a dirti di NOTARE quando un pensiero o una paura ci preoccupano e di notare che quel pensieri non è realtà!

Aspetta di occuparti del problema quando si presenterà! Non te ne occupare prima ancora che accada.

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Poco fà ti ho detto che l’ansia è un meccanismo che non fa male sempre e comunque e sicuramente hai arricciato il naso, e ti capisco. Ora, dopo l’esempio del libro di Sapolsky, ti sarà molto chiaro come la reazione di ansia e quindi di stress della zebra gli salvi la vita. Prima si accorgono del pericolo meglio è. Quindi in altre parole prima si stressano meglio è.

Pensa ti sto dicendo che oltre all’ansia anche lo stress può servire! Spero non chiuderai qui la pagina che stai leggendo ma aspetterai di andare a vedere come finisce l’articolo :-).

Come alle zebre, anche a noi essere umani l’ansia (vista come reazione a un evento stressante) può servire; ti faccio un esempio semplice.

Ti è mai capitato che mentre attraversi la strada sulle strisce pedonali un automobilista un po’ stordito non si accorga di te e ti costringa a uno scatto fulmineo dall’altra parte della strada? Lo scatto magari non ha nulla da che invidiare a quello della zebra visto il pericolo che hai corso :-).

Ecco, quella è la reazione all’ansia e al pericolo che incombe e che è reale.

Ecco dimostrato come l’ansia può salvarci la vita e quindi serve.

Pensa a quante volte ti sei fermato a pensare e a preoccuparti per qualcosa senza fare assolutamente nulla per prendere in mano la situazione e capire come risolverla pragmaticamente e praticamente.

La nostra cultura è splendida e ci guida anche nelle scelte di vita, però quando i tuoi maestri e i tuoi genitori ti hanno detto “rifletti prima di agire”, non intendevano rifletti e basta…non agire!

Ebbene invece è tipico arrovellarsi in mille pensieri per capire come risolvere una situazione senza però agire per occuparsi della questione.

Quindi ti sorprenderò facendoti un regalo…dicendoti: Pensa meno e agisci!

Nello specifico, rifletti su come agire ma poi prova ad agire. Mal che vada se la strategia utilizzata non funziona la puoi cambiare. Ma ti assicuro che sarai molto più sereno e in pace con te stesso dopo aver agito.

Esattamente come fanno le zebre; iniziano a correre e poi pensano a come cambiare traiettoria di corsa.

PensieriPenso di poter affermare senza troppi dubbi e scrupoli che l’ansia, come la intendiamo negativamente nel nostro secolo, è una sorta di problema che è stato creato dalla nostra cultura e dal nostro cervello che funziona in modo molto avanzato.

Il guaio è che , in questo caso, la nostra mente funziona troppo bene facendoci spesso vedere pericoli imminenti anche quando sono solo pensieri.

 L’ansia nasce dai nostri antenati per poter prevedere e prevenire i pericoli di un mondo molto ostile, mentre oggi l’ansia viene utilizzata per preoccuparci troppo in un mondo ostile ma non come lo era un tempo.

La grande scrittrice statunitense Jodi Picoult affermava: “L’ansia è come una sedia a dondolo, sei sempre in movimento ma non avanzi mai”.

Beh…più illuminante di questa semplice frase penso non ci siano nemmeno mille spiegazioni.

Ci stiamo avvicinando alla fine di questo post, ma prima di salutarci voglio farti un regalo.

Il poeta, filosofo Khalil Gibran  affermava che: “La nostra ansia non viene dal pensare al futuro, ma dal volerlo controllare”. Che verità!….Certo questo aspetto sarà oggetto di uno dei prossimi post, però prova a soffermarti su questa frase.

Quante volte il pensare e ripensare a qualcosa che potrebbe accadere nel futuro o che avrebbe potuto accadere nel passato ha come motore la voglia di controllare gli eventi?

Proprio attraverso il pensiero che si getta nel futuro e non rimane nel presente, noi è come se volessimo, incosanpevolmente, controllare gli eventi e il futuro con il risultato che, non potendolo controllare, l’ansia cresce ancora di più.

Mi potresti chiedere: “Questo cosa crea Alberto?” Crea un circolo vizioso che ci incastra e non ci rende veramente liberi di esprimere noi stessi… e fa crescere l’ansia.

Prova a pensare come cercare di controllare il risultato di un evento futuro ti porti a pensare e pensare a come potrà andare a finire quell’evento; più ci pensi più continui a pensarci e la soluzione soddisfacente tarda ad arrivare. Quindi continui a pensarci…fino a che l’ansia è salita tantissimo e ti ritrovi inquieto e senza soluzione.ansia-ansiosa

Ecco è questo il problema: riflettere con l’intento, anche inconsapevole ma reale, di controllare come andrà un evento futuro ha come solo risultato l’aumento vertiginoso dell’ansia.

Quando ti accorgi che il pensiero corre nel futuro, accorgitene e obbligati a portare il pensiero nel presente, a quello che stai facendo.

Prima di terminare vorrei regalarti una frase che puoi ripetere a te stesso anche più volte al giorno e che potrebbe farti concentrare solo sull’ ansia che serve.

Da domani prova a ripeterti:

“Sto correndo nel futuro per controllarlo! Ora torno nel presente!”

Ripetila più volte al giorno, tutte le volte che salirà l’ansia a causa di qualcosa. Vedrai come l’ansia stessa diminuirà e raggiungerai maggiore calma e consapevolezza in te stesso.

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